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Monteiasi: borgo agricolo del Tarantino tra ulivi e vigneti

Monteiasi8 ottobre 2026

Monteiasi — Muntiase nel dialetto locale — è un comune di oltre 5.000 abitanti nella provincia di Taranto, localizzato a nord-est del capoluogo, nel punto di contatto tra la zona settentrionale della penisola salentina e le Murge tarantine orientali. Il paese sorge a circa 47 metri sul livello del mare in una pianura fertile e ben coltivata, circondata dai comuni di San Giorgio Ionico e Carosino a sud, e da Grottaglie e Montemesola a nord. Geograficamente appartiene alla subregione del Salento, pur essendo profondamente influenzato dalla cultura e dall'economia tarantina.


Le origini del nome tra Dioniso e la danza


L'etimologia di Monteiasi è oggetto di dibattito tra gli storici locali, e nessuna delle teorie ha trovato conferme documentali definitive. L'ipotesi più affascinante e più citata deriva il nome dal greco antico monos tiasos, che significherebbe "zona sacra" o "luogo di culto isolato": nelle campagne circostanti sono stati rinvenuti frammenti di statuette votive legate al culto di Dioniso, dio del vino e delle feste, che avrebbe avuto un santuario o un luogo di culto in questa zona. Una variante di questa interpretazione collega il tiasos — il corteo di danze frenetiche dei seguaci di Bacco — alla tradizione popolare salentina della tarantella, suggerendo che i balli rituali dionisiaci eseguiti dagli agricoltori locali abbiano lasciato il nome alla collina. Altre teorie fanno risalire il toponimo a mons Blasi (monte di San Biagio, santo protettore locale) oppure a inter montes (tra i monti), riferendosi alla posizione tra le colline di Montemesola, Monteparano e Grottaglie.


Dalla Masseria Palummara alla necropoli magnogreca


Il territorio di Monteiasi era abitato già in epoca preistorica, come documenta la Masseria Palummara, un complesso archeologico situato a ovest del paese che ha restituito tracce di frequentazione umana dal Neolitico fino alla conquista romana, costruendo un mosaico di testimonianze di straordinario valore. Ancora più significativa fu la scoperta, nell'anno 2006, di una piccola necropoli risalente al IV-III secolo a.C., databili al periodo della Magna Grecia, che ha confermato l'esistenza di un abitato di età magnogreca nel territorio di Monteiasi. Le statuette dionisiache rinvenute nelle campagne rientrano probabilmente in questo stesso orizzonte cronologico, testimoniando la diffusione dei culti greci in questa parte della Puglia ionica.


I Natoli e la storia feudale


Nel 1280 i cavalieri reali della famiglia Natoli — discendenti da una stirpe normanna che traeva il nome dal castello di Nantouillet nei pressi di Parigi, loro concesso dai re capetingi nel IX secolo — presero parte alla campagna militare di Carlo I d'Angiò per la conquista del regno già appartenuto a Federico II. Distinguendosi valorosamente in battaglia, ottennero vasti possedimenti in diverse regioni d'Italia, e ad Enrico Landoglia — ramo della famiglia che aveva mutato il cognome da de Nanteuil (detto Natoli) ad Antoglietta — furono assegnate terre nel versante orientale della provincia di Taranto, comprendenti l'area dove poi sorgerà Monteiasi. Nei decenni compresi tra il 1461 e il 1470, anche Monteiasi fu interessata dal passaggio delle truppe di Giorgio Castriota Scanderbeg, il condottiero albanese che il re di Napoli aveva chiamato in soccorso per domare la ribellione baronale.


Il vino, l'olio e la vita contemporanea


L'economia di Monteiasi ruota da secoli attorno all'agricoltura: la coltivazione della vite e dell'ulivo è ancora oggi l'attività prevalente, con la produzione di vini del territorio ionico tarantino e di olio extravergine di qualità. Il paese è ben collegato con Taranto, a pochi chilometri di distanza, e negli ultimi decenni molti suoi abitanti lavorano nell'industria, nei servizi e nell'amministrazione pubblica del capoluogo, pur conservando la propria identità di comunità agricola.

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