Latiano è una cittadina di oltre 13.000 abitanti nella provincia di Brindisi, collocata nell'istmo messapico — quella zona di passaggio tra Taranto e Brindisi che i geografi antichi identificavano come il punto di strozzatura della penisola salentina. La sua posizione non è casuale: il territorio di Latiano è stato sin dall'antichità una zona di transito, con la Via Appia che lo attraversava nella parte meridionale collegando Taranto a Brindisi. Questa vocazione di crocevia ha determinato una ricca stratificazione storica che va dall'età del ferro fino al presente, con testimonianze messapiche, romane, medievali e moderne che si sovrappongono in un mosaico affascinante.
Muro Tenente e le origini messapiche
La storia di Latiano comincia molto prima del paese attuale. Nelle campagne circostanti si trovano i resti dell'insediamento messapico di Muro Tenente, uno dei più importanti siti preistorici del Salento brindisino, che in età ellenistica raggiunse un'estensione di 52 ettari. Le mura messapiche che danno il nome al sito circondavano un centro abitato considerevole, punto di controllo di un territorio fertile e ben collegato. I Messapi — popolazione preromana di origine illirica o egeo-anatolica — abitarono questa zona a partire dall'VIII secolo avanti Cristo, costruendo un sistema insediativo che la conquista romana del 280 a.C. non eliminò ma assorbì. Proprio nel sito di Muro Tenente, uno scavo del 2019 ha identificato un tracciato viario di notevoli dimensioni che si innesta nell'antico abitato: si ritiene possa trattarsi di un tratto della Via Appia originale.
L'acqua e il paesaggio idrografico
Latiano ha un rapporto speciale con l'acqua, elemento che emerge letteralmente dal sottosuolo in molte zone del comune. Scavando tra i 5 e i 12 metri — soprattutto nella parte meridionale — si trova la falda acquifera, e in periodi di piogge abbondanti l'acqua affiora dalla superficie, donando carattere paludoso ad alcune zone dell'agro. Nella parte nord del paese scorre il Canale Reale, proveniente da Francavilla e diretto verso Mesagne, che tra contrada Moreno e contrada Martuccio può raggiungere volumi d'acqua considerevoli dopo le piogge intense. Un altro canale, chiamato lu Patru, scorre sotterraneo per buona parte del suo percorso: nella seconda metà del Novecento il suo letto è stato coperto per contrastare la diffusione della malaria, e oggi è percepibile solo dall'acqua che scorre sotto il selciato di via Francesco De Virgilis.
Il nome e le sue interpretazioni
Sul significato del toponimo Latiano si confrontano almeno due teorie. Il glottologo Gerhard Rohlfs lo faceva derivare da latinianum, ovvero "fondo di un latinus", indicando un fondo agricolo appartenuto a un proprietario di nome Latino in epoca romana. Lo studioso Antonucci propone invece un'origine diversa: la teana — che nel dialetto locale indica la terra argillosa e fertile — avrebbe generato il nome attraverso la forma "la teana". Entrambe le interpretazioni rimandano a un legame profondo tra il nome del paese e le caratteristiche fisiche del territorio: sia la romanità agricola sia la qualità del suolo sono elementi fondamentali dell'identità di Latiano.
Nella Foresta Oritana
Nel Medioevo il territorio di Latiano faceva parte della cosiddetta Foresta Oritana, un'area di vegetazione fitta alternata a praterie e paludi che si estendeva su buona parte della provincia brindisina. Questa copertura boschiva ha progressivamente ceduto il posto all'agricoltura nei secoli successivi, ma ha lasciato nel territorio i segni di una biodiversità antica: le varietà locali di piante coltivate, le specie animali che ancora sopravvivono nei canali e nelle siepi campestri, la struttura idrologica complessa che ancora oggi caratterizza questo angolo di Salento brindisino.
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