Trepuzzi è una cittadina di quasi 14.000 abitanti che sorge a nord-ovest di Lecce, nella pianura salentina che gli studiosi chiamano Tavoliere di Lecce. Comune agricolo e industriale di media grandezza, appartiene all'Unione dei comuni del Nord Salento e al GAL Valle della Cupa, il soggetto che coordina le politiche di sviluppo rurale di quest'area carsica della provincia leccese. Il territorio, compreso tra la Serra di Sant'Elia a nord-ovest e quella di Monte d'Oro a sud-est, è quasi completamente pianeggiante con un dislivello complessivo di appena 27 metri tra il punto più basso e quello più alto. Una parte del comune si affaccia sul mare Adriatico attraverso la marina di Casalabate, che occupa il tratto meridionale del litorale. Nel 2020, con un decreto dell'arcivescovo di Lecce, Trepuzzi ha ricevuto il titolo onorifico di Civitas Mariae, a memoria della secolare devozione degli abitanti verso la Madonna Assunta, patrona del paese.
Nella Valle della Cupa: un territorio carsico
Trepuzzi insiste su uno dei tratti più caratteristici della pianura salentina: la Valle della Cupa, una grande depressione carsica che circonda Lecce su diversi lati e che si distingue per la presenza di inghiottitoi, doline e sottosuoli cavernosi formati dall'azione millenaria dell'acqua sul calcare. Questo tipo di suolo, apparentemente arido e poco promettente, nasconde in realtà riserve idriche sotterranee di notevole entità e costituisce un ecosistema singolare dove la vegetazione spontanea convive con le colture tradizionali. Gli ulivi e le viti — coltivati qui da secoli — hanno imparato a sfruttare le minime riserve d'acqua che il calcare restituisce lentamente nelle stagioni secche, producendo frutti concentrati e profumati.
Secoli di conquiste e di resistenza
Come la maggior parte dei centri salentini, Trepuzzi appartiene storicamente alla Terra d'Otranto e ha condiviso le vicende di tutte le grandi dominazioni che si sono succedute nel Meridione peninsulare. Dai Romani ai Goti, dai Greci ai Longobardi, dai Normanni agli Svevi, dagli Angioini agli Aragonesi, poi i Turchi con le loro razzie costiere, i Francesi e infine i Borboni e la Casa Savoia: ogni passaggio ha lasciato tracce nell'assetto urbano, nelle tradizioni e nel carattere della comunità. Le prime fonti documentali certe risalgono al 1190, quando il re Tancredi — dopo la morte dello zio Guglielmo il Buono — diventò conte di Lecce e assegnò i casali del suo contado al vescovo locale, in un atto che testimonia il precoce inserimento di Trepuzzi nelle reti feudali normanne.
Tra terra e mare
La presenza della marina di Casalabate conferisce a Trepuzzi una dimensione balneare che arricchisce la sua vocazione prevalentemente agricola. Il tratto di costa adriatica che appartiene al comune è caratterizzato dalla sabbia chiara e dalle acque cristalline tipiche del Salento settentrionale, meno affollato rispetto alle mete più celebrate del Salento meridionale. In estate la popolazione residente si moltiplica grazie all'afflusso di vacanzieri che scelgono questa costa come base per esplorare il territorio circostante. Il mare ha sempre avuto per i trepuzzini un significato duplice: opportunità e rischio, risorsa e minaccia, come testimonia la memoria storica delle scorrerie turche che per secoli hanno reso precaria la vita dei borghi costieri.
Devozione mariana e identità civica
Il titolo di Civitas Mariae assegnato nel 2020 non è solo un riconoscimento onorifico: fotografa un legame profondo tra la comunità di Trepuzzi e la propria patrona celeste che risale a secoli di devozione popolare. La festa dell'Assunta il 15 agosto è il momento culminante dell'anno liturgico e civico del paese, quando la piazza si riempie di fedeli, la processione attraversa le strade del centro storico e la musica bandistica accompagna i riti con quella mescolanza di sacro e profano che caratterizza le feste patronali del Sud. Questa capacità di riconoscersi in un simbolo comune — la Madonna Assunta — è uno degli elementi che tengono coesa una comunità in un'epoca di frammentazione sociale.
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