Sava è un comune di circa 15.000 abitanti nelle Murge Tarantine, in provincia di Taranto, a poco più di venti chilometri dal capoluogo ionico e undici dal mare. Il paese è noto soprattutto per due produzioni di eccellenza: il Primitivo di Manduria DOC, il vino rosso corposo e strutturato che ha reso famosa questa zona del Salento settentrionale in tutto il mondo, e l'olio extravergine d'oliva ricavato dagli ulivi che coprono la pianura attorno all'abitato. Ma Sava è anche un luogo dove la storia ha lasciato tracce profonde nel paesaggio e nel sottosuolo.
Il Primitivo di Manduria: il vino dell'identità
Il territorio di Sava rientra nell'area di produzione del Primitivo di Manduria DOC, una delle denominazioni vinicole più celebri d'Italia. Il Primitivo — vitigno autoctono salentino la cui origine è tuttora dibattuta tra gli ampelografi, con teorie che lo collegano al Zinfandel californiano e ai vitigni balcanici — esprime in queste terre delle Murge Tarantine le sue caratteristiche più tipiche: colore rubino scuro tendente al granato, gradazione alcolica elevata, profumi di frutti rossi maturi, prugna e cioccolato, tannini morbidi e un finale lungo e speziato. Le cantine della zona producono versioni che spaziano dal fresco giovane ai Riserva affinati in barrique, con etichette che raggiungono i mercati di Europa, America e Asia.
Il Limitone dei Greci: un confine di pietra nella storia
Uno degli elementi storici più affascinanti del territorio di Sava è la presenza del Limitone dei Greci, una muraglia a secco costruita nel VII secolo d.C. per segnare il confine tra i territori controllati dai Bizantini e quelli sotto influenza longobarda. Questa sorta di Vallo Adriano del Salento correva dalla costa adriatica a sud di Brindisi fino alla costa ionica, attraversando il territorio di Sava nella zona tra la località La Zingara e il Monte di Magalastro. Tratti della muraglia sono ancora visibili in campagna, tra gli ulivi e i vigneti, come silenziosi testimoni di un confine che per secoli divise il Salento in due sfere di influenza politica e religiosa. Questo confine determina ancora oggi la diversità dialettale tra il Salento settentrionale di influenza longobarda e quello meridionale di tradizione greca.
La storia: dai Messapi ai giorni nostri
Il territorio di Sava fu frequentato dall'uomo già in epoca preistorica. Nella contrada di Agliano sono stati rinvenuti reperti risalenti al IV secolo a.C. che attestano la presenza greca nell'area — probabilmente l'ultimo avamposto tarantino verso il Salento meridionale abitato dai Messapi. La fondazione del nucleo medievale del paese risale intorno al 1500, attorno al triangolo formato dalle chiese della Mater Domini, della Croce e della Madre, che ancora oggi costituiscono il cuore del centro storico. Nei secoli successivi Sava crebbe seguendo gli assi viari principali — corso Vittorio Emanuele fu costruito dopo l'unità d'Italia — fino a diventare il comune di medie dimensioni che è oggi.
Il paesaggio agricolo e la vita del borgo
Il paesaggio che circonda Sava è quello classico del Salento settentrionale tarantino: una pianura ondulata con dolci colline che raggiungono al massimo i 124 metri sul monte Bagnolo, coperta di uliveti, vigneti e qualche mandorleto. Le masserie storiche che punteggiano la campagna testimoniamo secoli di agricoltura intensiva e organizzata attorno alle grandi proprietà feudali. Il centro storico di Sava è compatto e vivace, con la Chiesa Madre di Santa Maria della Visitazione come fulcro religioso e urbanistico. La comunità locale celebra con orgoglio la propria identità vitivinicola attraverso sagre, degustazioni e la partecipazione alle fiere del Primitivo di Manduria che ogni anno richiamano appassionati di vino da tutto il mondo.
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