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San Pietro in Lama: piccolo borgo nella cintura leccese

San Pietro in Lama8 ottobre 2026

San Pietro in Lama — Sampiètru ti l'ìrmici nel dialetto salentino — è un comune di circa 3.300 abitanti nella provincia di Lecce, a soli 6 chilometri dal centro del capoluogo. Il paese si trova nella Valle della Cupa, quella vasta pianura carsica che circonda Lecce e che deve il suo nome alle depressioni naturali del terreno, e sorge lungo la Strada Statale 101 Salentina di Gallipoli — la grande arteria che collega Lecce con Gallipoli — che lo attraversa dividendolo fisicamente dal confinante centro di Lequile. La sua posizione di prima cintura urbana di Lecce ne fa un comune con una forte commistione tra dimensione di borgo storico e funzione di quartiere periferico della grande città salentina.


Il nome: l'apostolo Pietro nella palude


Il toponimo di San Pietro in Lama porta con sé una delle leggende più suggestive del Salento settentrionale. Secondo la tradizione locale, l'apostolo Pietro, diretto a Roma nel 43 d.C., volle evitare l'allora pagana Lecce e scelse di transitare attraverso una zona acquitrinosa che i parlanti locali chiamavano lama — termine che nel dialetto salentino indica una depressione umida del terreno, una sorta di piccola valle alluvionale. In antiche carte geografiche il casale compare talvolta come San Pietro de l'imbrici, soprannome che rimanda alla presenza di artigiani specializzati nella produzione di tegole in terracotta: imbrici in gergo locale erano appunto le tegole curve, prodotte con l'argilla abbondante nei terreni carsici della zona.


Rudiae: la città dell'Ennio a pochi passi


A pochi chilometri da San Pietro in Lama, nella località di Rugge, si trovano i resti di Rudiae, l'antica città messapica e poi romana che fu la patria del poeta Quinto Ennio (239-169 a.C.), il padre della letteratura latina. Il territorio di San Pietro si è sviluppato verosimilmente lungo l'asse delle antiche strade che collegavano Lecce con Copertino e Rudiae con il porto di Porto Cesareo (l'antico Portus Sasinae). Questa prossimità con un sito di così grande importanza storica conferisce al borgo una profondità temporale che va ben oltre la sua storia medievale.


Dalla Mensa Vescovile alle chiese del borgo


Le prime notizie documentate di San Pietro in Lama risalgono al XII secolo, quando il casale faceva parte delle terre di Roberto il Guiscardo. Il normanno cedette il feudo alla Mensa Vescovile di Lecce, che ne conservò la proprietà per secoli, fino alla soppressione del sistema feudale. Nel XV secolo il paese contava soltanto 38 famiglie, concentrate in un'unica via — l'attuale via XX Settembre — attorno alla chiesa di Sant'Antonio. La popolazione crebbe nel XVI secolo fino al migliaio di abitanti, e nei decenni successivi il borgo si arricchì di edifici sacri: la chiesa della Croce (1655), la chiesa di Sant'Antonio (1682) e la chiesa di San Pasquale Baylon (1748). La chiesa madre fu demolita nel 1695 e ricostruita nel 1715, segnando una fase di rinnovamento architettonico che trasformò il volto sacro del paese. Il legame tra San Pietro in Lama e il vescovado di Lecce è ancora leggibile nella struttura del centro storico, dove molti degli edifici più antichi recano tracce dell'influenza ecclesiastica che ha governato il borgo per quasi sette secoli.


Economia e vita contemporanea


La vicinanza con Lecce ha reso San Pietro in Lama un comune essenzialmente pendolare, con una parte significativa della popolazione che lavora nel capoluogo nei settori del commercio, dell'artigianato e dei servizi. L'agricoltura, un tempo attività principale, sopravvive con la coltivazione dell'ulivo e del vigneto nelle campagne periurbane. Il paese mantiene tuttavia una sua identità distinta rispetto al continuum urbano leccese, con feste patronali, tradizioni culinarie locali e un tessuto di associazioni culturali e sportive che animano la vita comunitaria durante tutto l'anno.

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